| content: | Seduta Ora inizio: 14:33 L'Assemblea ha approvato definitivamente il ddl n. 1594 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 17 giugno 2025, n. 84, recante disposizioni urgenti in materia fiscale.
Il relatore, sen. Salvitti (Cd'I) ha illustrato il provvedimento, che consta di 21 articoli e interviene in vari ambiti, quali la tracciabilità delle spese per trasferte, la disciplina dei redditi da attività professionali, il regime delle società estere controllate e il rafforzamento dei meccanismi di contrasto all'evasione. Tra le principali novità introdotte dalla Camera, figurano l'interpretazione autentica su redditi da godimento di immobili, la disciplina IMU per enti sportivi non commerciali, l'estensione del reverse charge alle agenzie per il lavoro e il ravvedimento speciale per i contribuenti soggetti ad ISA. Altre modifiche riguardano il calendario fiscale, con proroghe dei versamenti al 21 luglio, e l'obbligo di motivazione per accessi ispettivi. Il testo prevede inoltre disposizioni sul terzo settore, accise, split payment, definizione agevolata e concordato biennale.
Al termine della discussione generale, alla quale hanno preso parte i sen. Silvia Fregolent (IV), Magni (AVS), Croatti (M5S) e Borghesi (LSP), il relatore è intervenuto in replica sottolineando la complessità della delega, che richiede interventi settoriali coordinati; ha difeso il concordato preventivo biennale, chiarendo che non si tratta di una sanatoria né di un condono. La Sottosegretaria per l'economia e le finanze Albano ha richiamato le misure contro l'evasione, come l'estensione del reverse charge e la tracciabilità dei pagamenti; ha valorizzato l'introduzione del ravvedimento speciale e la proroga dei termini, richieste dal mondo professionale, e sottolineato la norma che rafforza le garanzie del contribuente in caso di verifiche fiscali, in linea con la giurisprudenza europea.
Durante l'esame dell'articolato sono stati accolti due ordini del giorno, entrambi del Gruppo LSP: il G1.107 (testo 3), del sen Romeo e altri, in tema di riallocazione degli investimenti del PNRR a favore del rilancio del sistema imprenditoriale italiano; il G7.100 (testo 3), del sen. Bergesio e altri, in ordine a un adeguato finanziamento e alla semplificazione per agricoltura, pesca e acquacoltura.
Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato voto favorevole i sen. Trevisi (FI-BP), che ha apprezzato in particolare misure di semplificazione, agevolazioni per il terzo settore e diritto al contraddittorio, rifiutando l'etichetta di "condono" per il ravvedimento speciale; Garavaglia (LSP), che ha sottolineato le proposte della Lega, tra cui l'estensione del regime forfettario, e criticato l'opposizione per l'incoerenza politica e per gli emendamenti privi di copertura; Antonella Zedda (FdI), che ha rivendicato coerenza tra idee e interventi concreti in materia fiscale, sostegno al lavoro e semplificazione, elogiando imprenditori e lavoratori autonomi, spesso trascurati dalla politica. Hanno dichiarato voto contrario i sen. Dafne Musolino (IV), che ha denunciato l'assenza della riforma strutturale promessa e l'abuso di provvedimenti urgenti e temporanei, che generano incertezza per contribuenti e imprese; Magni (AVS), secondo cui il decreto è un condono mascherato da pace fiscale, che premia gli evasori e penalizza chi paga regolarmente le tasse; Turco (M5S), che ha denunciato l'inefficacia del concordato biennale e del ravvedimento speciale e lamentato l'assenza di misure per lo sviluppo e la riduzione del carico fiscale sul ceto medio; Cristina Tajani (PD), che ha accusato di Governo di non voler affrontare le sfide globali come la global minimum tax e la tassazione dei colossi digitali, sottolineando la sproporzione tra i problemi strutturali e le misure contenute nel decreto.
Questa mattina il Ministro della cultura Giuli ha reso un'informativa sulla situazione del cinema italiano: ha ribadito preliminarmente il ruolo strategico del cinema come leva culturale e industriale, con investimenti crescenti e senza tagli previsti per il 2025; ha illustrato la riforma del tax credit, volta a rafforzare controlli, legalità e trasparenza, contrastando abusi e garantendo un uso corretto dei fondi pubblici, anche grazie a un protocollo d'intesa rinnovato con la Guardia di finanza. Centrale è l'attenzione ai lavoratori e alle maestranze; sono stati avviati tavoli tematici e rafforzate le relazioni internazionali, con accordi di coproduzione. Tra i temi chiave, il rilancio di Cinecittà come hub europeo delle produzioni audiovisive, gli investimenti infrastrutturali sostenuti dal PNRR e il sostegno alla formazione attraverso il rafforzamento del centro sperimentale di cinematografia. Il Governo investe inoltre nella rete delle sale cinematografiche, nell'accessibilità e nella promozione del cinema italiano, che nel 2025 registra un incremento significativo di pubblico e incassi.
Nel conseguente dibattito sono intervenuti i sen. Spagnolli (Aut), che ha invitato a riflettere sul ruolo delle piattaforme digitali e sui rischi di standardizzazione culturale, rilevando la necessità di recuperare una quota dei ricavi oggi drenati all'estero per garantire equità e sovranità culturale; Renzi (IV), che ha richiamato l'attenzione sulla necessità di denunciare responsabilità puntuali, evitando attacchi generici al settore; ha rivendicato il ruolo del cinema come identità culturale della Nazione, contestando i tagli ai fondi per i giovani e l'assenza di una visione autenticamente culturale nella destra di Governo; Giusy Versace (Cd'I), che ha riconosciuto l'importanza di politiche equilibrate che tutelino la sala cinematografica quanto le nuove forme digitali, sottolineando l'urgenza di regolare l'impatto dell'intelligenza artificiale; De Cristofaro (Misto-AVS), che ha lamentato l'assenza di ascolto verso studenti e giovani autori, richiamando la precarietà e l'opacità nel settore; ha criticato l'impostazione ideologica del Ministero e proposto una commissione parlamentare sulla crisi del cinema, un piano per le sale e il riconoscimento dei giovani come interlocutori; Occhiuto (FI-BP), che ha elogiato l'azione del Ministro e della Sottosegretaria Borgonzoni, riconoscendo la necessità di riforme per contrastare abusi e frodi, proponendo una direzione autonoma o un Ministero del cinema per garantire centralità e visione sistemica; Pirondini (M5S), che ha denunciato la crisi occupazionale del settore, aggravata da una riforma del tax credit sbilanciata verso le major e da decreti confusi; ha sollevato dubbi su nomine, dimissioni e gestione politica del comparto, invocando trasparenza e responsabilità; Marti (LSP), che ha difeso l'operato del Governo, rivendicando l'efficacia delle politiche adottate, il rilancio di Cinecittà, la crescita degli incassi e la trasformazione in misura ordinaria del piano per le sale; Verducci (PD), che ha accusato l'Esecutivo di immobilismo e accanimento punitivo, con bandi fermi, rimborsi bloccati e caos gestionale; ha contestato la narrazione ministeriale su Cinecittà e chiesto una visione chiara sul modello di cinema da promuovere, sollecitando la discussione del ddl PD per l'Agenzia nazionale per il cinema e il sostegno alle produzioni indipendenti; Marcheschi (FdI), che ha elogiato le azioni messe in campo nel rilancio del settore audiovisivo, basate su rigore, merito e responsabilità nell'uso dei fondi pubblici; ha apprezzato i progressi a Cinecittà, il potenziamento delle sale e la riforma del tax credit, criticando le gestioni precedenti per aver favorito sprechi e acquisizioni straniere.
In apertura di seduta, come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, il Presidente La Russa ha ricordato le vittime degli incidenti sul lavoro, riportate dagli organi di stampa nel periodo dal 22 al 28 luglio, invitando l'Assemblea a osservare un minuto di raccoglimento. |