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Documento #id 61557

id: 61557
title: Mercoledì 28 Gennaio 2026 - 386ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta
link: http://www.senato.it/3818?seduta_assemblea=25897
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Seduta
Ora inizio: 10:05

La seduta è dedicata alla discussione di ddl dalla sede redigente.


L'Assemblea ha approvato in prima lettura il ddl n. 236 recante modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, e al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, concernenti l'introduzione del profilo professionale dell'assistente per l'autonomia e la comunicazione nei ruoli del personale scolastico.


I relatori, sen. Occhiuto (FI-BP) e Russo (FdI), hanno illustrato il provvedimento, frutto dell'unificazione di tre testi, che mira a rafforzare il principio di inclusione scolastica e di uguaglianza dei livelli di servizio sul territorio nazionale, in linea con i valori costituzionali. Il ddl ridefinisce la figura professionale, ne stabilisce i requisiti e ne disciplina ambiti e funzioni tramite accordo in Conferenza unificata e contrattazione collettiva. È riconosciuto il ruolo dell'assistente come operatore socio-educativo a supporto dell'inclusione e del diritto all'istruzione degli alunni con disabilità; sono previsti requisiti formativi e professionali uniformi, valorizzando l'esperienza già maturata nel servizio. In fase di prima applicazione, si introduce la possibilità di procedure concorsuali riservate per il personale già operante. Il testo tutela inoltre la continuità occupazionale e il corretto inquadramento contrattuale dei lavoratori coinvolti.


Nelle dichiarazioni finali sono intervenuti i sen. Magni (AVS), Giusy Versace (Cd'I), Daniela Sbrollini (IV), Daniela Ternullo (FI-BP), Barbara Floridia (M5S), Marti (LSP), Cecilia D'Elia (PD) e Carmela Bucalo (FdI). La maggioranza ha espresso un voto convintamente favorevole, riconoscendo che il provvedimento colma una lacuna storica nel sistema scolastico: la legge attribuisce finalmente una veste giuridica unitaria agli assistenti per l'autonomia e la comunicazione, valorizzando le competenze maturate e garantendo tutele contrattuali e maggiore uniformità nazionale. Pur condividendo l'obiettivo del riconoscimento della figura, i Gruppi di opposizione hanno annunciato l'astensione, segnalando criticità rilevanti: in particolare, hanno denunciato l'assenza di risorse strutturali e di un fondo nazionale dedicato, permanendo il rischio di scaricare sugli enti locali oneri finanziari e applicazioni disomogenee sul territorio.


L'Assemblea ha poi approvato il ddl n. 1311 recante istituzione dell'area marina protetta «Isola di Capri». Il testo passa alla Camera dei deputati.


Il relatore, sen. Rosa (FdI), ha illustrato il provvedimento quale scelta di forte responsabilità politica e ambientale, inquadrando la tutela del mare e della biodiversità come priorità costituzionale e strategica per le politiche pubbliche. L'area protetta è intesa non solo come vincolo, ma come strumento di sviluppo sostenibile e valorizzazione del patrimonio naturale. Il provvedimento interviene sull'elenco delle aree marine di reperimento, distinguendo Capri da Punta Campanella. Si affida al MASE l'istruttoria tecnica entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge e si prevede uno stanziamento di 300.000 euro annui a decorrere dal 2027 per il funzionamento dell'area.


Il Sottosegretario per l'ambiente e la sicurezza energetica Barbaro ha ribadito l'attenzione prioritaria verso le aree protette come presidio di biodiversità e sviluppo sostenibile, confermando che l'istituzione dell'area marina protetta di Capri risponde a esigenze concrete del territorio e a una pressione antropica elevata; il provvedimento si inserisce inoltre nel percorso di adeguamento agli obiettivi europei di tutela ambientale.


Sono intervenuti in dichiarazione di voto a favore del provvedimento i sen. Spagnolli (Aut), Silvia Fregolent (IV), Salvitti (Cd'I), De Cristofaro (AVS), Silvestro (FI-BP), Nave (M5S), Beatrice Lorenzin (PD) e Lavinia Mennuni (FdI), riconoscendo l'istituzione dell'area marina protetta un'opportunità strategica per una gestione più responsabile e sostenibile di un ecosistema fragile.


L'Assemblea ha approvato in prima lettura il ddl n. 1661 di modifica dell'intesa tra il Governo della Repubblica italiana e l'Unione Induista italiana, Sanatana Dharma Samgha, in attuazione dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione.


La relatrice, sen. Ternullo (FI-BP), ha illustrato il provvedimento, che consente il riconoscimento dei titoli accademici in studi induisti rilasciati da istituti riconosciuti dall'Unione.


Nelle dichiarazioni finali sono intervenuti, a favore del ddl, i sen. Occhiuto (FI-BP), che, nel preannunciare il voto favorevole anche sui successivi provvedimenti, ha difeso le intese come strumento concreto per rendere effettiva la libertà religiosa, ribadendo una visione di laicità come equilibrio e rispetto; Stefania Pucciarelli (LSP), che ha sottolineato altresì il valore delle intese per la coesione sociale e sollevato il tema dell'assenza di un'intesa con l'Islam; Terzi Di Sant'Agata (FdI), che ha valorizzato il riconoscimento dei titoli come rafforzamento dell'identità e della cultura induista in Italia. Anche la sen. Musolino (IV) ha espresso una posizione favorevole, invitando, tuttavia, a una legge generale sulla libertà religiosa per superare i limiti del sistema delle intese. I sen. Magni (AVS), Cataldi (M5S) e Giorgis (PD) hanno annunciato l'astensione, auspicando una riforma organica dell'attuazione dell'art. 8 della Costituzione.


L'Assemblea ha approvato il ddl n. 1662 di modifica dell'intesa tra il Governo della Repubblica italiana e la Chiesa apostolica in Italia, in attuazione dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione. Il testo passa all'altro ramo del Parlamento.


Il relatore, sen. Tosato (FdI), ha riferito sul testo, composto di 8 articoli, che interviene su governance interna, ministri di culto e missionari esteri, riconoscimento dei titoli teologici e destinazione dell'otto per mille.


Sono intervenuti per dichiarare un voto favorevole i sen. Dafne Musolino (IV) e Malan (FdI), che ha difeso l'operato del Governo nel rilancio della commissione per le intese, criticando le astensioni come incoerenti rispetto a un adempimento costituzionale. La sen. Gaudiano ha annunciato l'astensione, criticando l'ampliamento politico dei benefici, in particolare sull'otto per mille.


L'Assemblea ha infine approvato in prima lettura il ddl n. 1669 di modifica dell'intesa tra il Governo della Repubblica italiana e l'Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste del 7° giorno, in attuazione dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione.


La relatrice, sen. Gelmini (Cd'I), ha illustrato il testo, che interviene sui titoli accademici rilasciati dall'istituto universitario avventista, riconoscendo, nel rispetto della normativa italiana ed europea, i titoli in teologia e scienze religiose per studenti con diploma di scuola secondaria di secondo grado.


Hanno dichiarato voto favorevole i sen. Dafne Musolino (IV) e Antonella Zedda (FdI), quest'ultima criticando le astensioni come ritardi ingiustificati su un diritto già costituzionalmente previsto. La sen. Gaudiano ha annunciato l'astensione, disapprovando il riconoscimento dei titoli senza adeguato controllo pubblico e confronto parlamentare.


In apertura di seduta la Vice Presidente Rossomando ha ricordato le vittime degli incidenti sul lavoro, riportate dagli organi di stampa nel periodo dal 20 al 26 gennaio, invitando l'Assemblea a osservare un minuto di raccoglimento.

pubDate: 20260128
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